Carta dei diritti del bambino morente – Carta di Trieste


E’ stata presentata questa mattina la carta di Trieste, un documento unico al mondo che pone le basi per i diritti dei bambini e dei doveri per chi li assiste.

Roma, 7 ottobre 2014 – E’ stata presentata quest’oggi, presso l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, la Carta di Trieste, detta anche Carta dei Diritti del bambino morente, alla presenza del Garante Vincenzo Spadafora, del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del Past President Elvira Silvia Lefebvre D’Ovidio.

Nel mese di settembre 2012, un gruppo di professionisti che lavorano con i bambini colpiti da malattia incurabile hanno lanciato un progetto sostenuto e promosso da Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio: formulare una carta dei diritti per i bambini che si avvicinano alla fine della loro vita. La Carta dei diritti del bambino morente nasce con l’obiettivo di rimarcare i diritti del piccolo paziente, diritti che età, situazione, cultura, luogo e momento non possono né debbono minare. Ogni diritto poi genera dei doveri: la Carta li definisce e li declina cercando di integrare quanto professionalità, etica, deontologia, normativa e ricerca propongono.

Da anni Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus lavora per migliorare la conoscenza e l’applicazione delle cure palliative, con la missione di riconoscere dignità e rispetto a ogni persona malata – in special modo i bambini – ponendo al centro i loro bisogni e quelli della loro famiglia e non la patologia che li ha colpiti. Ogni bambino ha diritto al gioco, all’interazione con i propri coetanei, così come ogni mamma e papà hanno il diritto di vivere la vita anche oltre la malattia dei propri figli. Quando un bambino colpito da una grave malattia è vicino alla fine, realtà questa contro natura e, di fatto, difficile da accettare, la società civile ha il dovere di intervenire per sostenere dal punto di vista medico, psicologico e spirituale il bambino e il suo nucleo familiare. Ecco perché Fondazione Maruzza da anni si impegna a favore dei bambini inguaribili e del loro diritto ad essere adeguatamente assistiti nel percorso della malattia, riuscendo tra l’altro a ottenere la definizione di norme specifiche all’interno della legge 38/2010, relativa al diritto di accesso da parte dei cittadini alle cure palliative.

Vincenzo Spadafora, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha così commentato la Carta: “Un concentrato di civiltà, di umanesimo, di eticità e profondo senso del vivere civile che lascia ammirati”. Nelle parole di Silvia Lefebvre D’ovidio, Consigliere d’amministrazione della Fondazione Maruzza: “Il documento costituisce un unicum nel panorama internazionale perché sottolinea e moltiplica il valore dei diritti della persona che ha un’età compresa tra zero e 18 anni. Proprio in virtù di questo valore aggiunto è stato anche integrato e valutato da organismi internazionali come  Human Rights Watch”.

Infine secondo Franca Benini, pediatra coautrice del documento: “La Carta avrà raggiunto il suo scopo se chiunque stia accanto ad un bambino morente sarà in grado di rimanergli vicino fino all’ultimo, assicurandogli rispetto e dignità. E non sarà impreparato ad accogliere la sua morte”.

Scarica la “Carta di Trieste”

Guarda il video della presentazione della Carta di Trieste con l’omaggio degli amici di “Braccialetti Rossi”

Guarda il video dei ragazzi di “Braccialetti rossi”

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